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Il modello BIM

Il modello BIM
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Partiamo con capire cosa vuol dire BIM: è l’acronimo di Building Information Modeling.

Secondo alcuni, BIM identifica un tipo di software, per altri si riferisce al modello virtuale dell’edificio, per altri ancora il BIM non è che un processo di catalogazione dei dati di un edificio strutturati in un database facile da interrogare in modo “visuale” o “numerico”. In realtà è tutto questo ma anche qualcosa di più.

Cerchiamo di spiegarlo in parole povere. Quando si parla di BIM, si parte da un modello digitale 3D dell’edificio che però non è altro che geometria solida e texture per una rappresentazione efficace.

Un vero modello BIM deve comprendere l’equivalente virtuale delle parti dell’edificio e degli elementi necessari alla sua costruzione. Questi elementi possiedono tutte le caratteristiche – geometriche e fisiche – delle loro controparti reali, quindi si tratta di elementi intelligenti che costituiscono il prototipo digitale degli elementi fisici (muri, pilastri, porte, finestre, scale, ecc.) che ci permettono di simulare l’edificio ed il suo comportamento a computer, prima ancora di iniziarne la costruzione; questo porta ad un notevole risparmio economico perché tutti i problemi della fase costruttiva li scopriremo prima dell’inizio della cantierizzazione; porta ad un cambiamento delle sequenze finora adottate, e ad avere una serie di decisioni che devono essere prese in anticipo rispetto ad un progetto in modalità non BIM.

Inoltre con l’avvento di dispositivi mobili come iPad e iPhone e simili, l’utilizzo del modello BIM è uscito da una stretta cerchia di professionisti per approdare a molte altre figure quali: clienti, promotori, agenti immobiliari e operatori del facility management che avranno sempre più accesso ai modelli BIM ed a tutte le informazioni per loro essenziali in mano sui loro dispositivi mobili, anche senza il bisogno di una vera applicazione BIM.

Questo cambiamento porterà l’adozione del BIM ad un livello superiore, tanto che nessun professionista potrà permettersi di ignorarlo.

A cosa serve il Modello BIM

-Visualizzazione 3D ed estrapolazione documentale

 

Ci possono essere tanti motivi per cui realizzare il modello BIM di un edificio da costruire che possono essere diversi per interesse, finalità, complessità, livello di dettaglio e per la quantità di informazioni aggiunte al modello 3D, ma di certo l’uso più semplice di un modello BIM è legato ad una visualizzazione accattivante di ciò che si intende realizzare. Questo va a vantaggio del progetto perché permette di paragonare soluzioni progettuali differenti, ma anche per “vendere” il progetto al committente, o all’amministrazione che deve approvare l’intero progetto.

Diversa Gestione del Progetto

Dato che tutte le informazioni sono concentrate in un unico modello BIM, ogni modifica al progetto viene automaticamente riportata in tutte le viste (piante, prospetti, sezioni, ecc.). Questo non aiuta solo a realizzare la documentazione di progetto più velocemente, ma assicura anche una maggior qualità attraverso il coordinamento automatico delle diverse viste.

Il modello BIM contiene informazioni che non vengono rappresentate visivamente: le informazioni sulla cantierizzazione possono ad esempio fornire indicazioni sulla forza lavoro necessaria, sulla coordinazione in genere e su tutto ciò che può influenzare la pianificazione del progetto. Anche i costi fanno parte del BIM e consentono di controllare il budget, o i costi stimati in una data fase della realizzazione.

Operazioni Immobiliari –
importante che nel BIM non ci si ferma unicamente alle 3 dimensioni quindi alla sola parte geometrica ma si va oltre ed abbiamo:

4D dimensione del Tempo

5D dimensione dei Costi

6D dimensione della sostenibilità

7D dimensione del facility management

Non c’è certo bisogno di dire che tutti i dati immessi in un progetto BIM non sono utili solo durante la fase di realizzazione, ma si possono estendere a tutto il ciclo di vita dell’edificio contribuendo a pianificare e ridurre i costi di gestione e manutenzione che spesso superano quelli di costruzione.

 

Le applicazioni CAD (Computer-Aided Design)


imitano il tradizionale processo che avveniva al tecnigrafo, quindi si creano dei disegni bidimensionali attraverso elementi grafici 2D (linee, tratteggi, testi, ecc.). I disegni CAD, come i tradizionali disegni su carta, sono creati indipendentemente l’uno dall’altro, quindi ogni modifica al progetto va riportata manualmente in ogni elaborato CAD.

 

Le applicazioni BIM (Building Information Modeling) imitano il reale processo costruttivo. 


Invece di creare disegni 2D a linee, l’edificio viene realizzato virtualmente attraverso elementi costruttivi “reali” come muri, solai, finestre, tetti, ecc. e questo permette ai progettisti di seguire una logica progettuale più aderente alla pratica costruttiva. Dal momento che tutti i dati sono contenuti nell’edificio virtuale, ad ogni modifica del modello segue l’aggiornamento automatico di tutti i disegni da esso derivati. Questo approccio integrato al modello, non offre solo un notevole incremento di produttività, ma pone anche le basi per una progettazione più coordinata con una interoperabilità tra le figure in gioco nel progetto ed un processo costruttivo che parte dal modello computerizzato. Sebbene il passaggio dal CAD al BIM sia già giustificato dai benefici ottenibili in fase progettuale, il BIM offre anche altri vantaggi per la realizzazione e la gestione del manufatto.

Da un paio di settimane diamo la possibilità come BIMticino di fare delle sessioni con durata di una mattinata per cominciare a familiarizzare con i modelli BIM.
Per informazioni: https://www.bimticino.ch/bimbrunchv2

 

 Fulvio Tomasoni Fondatore BIM Ticino.

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