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Principi fondamentali dell’orto biologico

Principi fondamentali dell’orto biologico
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Se tempo fa era prerogativa delle aziende agricole, dei nonni in pensione o hobby di pochi, dopo lo sdoganamento di  Michelle Obama alla Casa Bianca come attività cool, l’orto sta vivendo da dieci anni a questa parte un periodo di riscoperta e popolarità. Soprattutto in questi tempi di ecosostenibilità ekilometro zero anche sulle terrazze delle nostre case sta spopolando l’orto biologico. Ma in cosa consiste?

Anzitutto, come dice il termine stesso, la coltivazione biologica è quella che bandisce l’utilizzo delle sostanze chimiche in ogni fase, sia per la preparazione del terreno che per la semina e per l’eliminazione dei parassiti e delle erbe infestanti.
Come si procede quindi?
Preparazione terreno: Il terreno viene concimato con prodotti di derivazione naturale per renderlo ricco e fertile: compost, torba, stallatico, concimi biologici che non contengano elementi di sintesi. Banditi quindi i concimi liquidi chimici.
La semina: avviene rispettando il criterio della stagionalità. Gli ortaggi e le piante messe a dimora seguiranno il ciclo naturale delle stagioni e saranno naturali, non ibridi e non OGM.

Eliminazione parassiti: andranno rimossi manualmente o con l’introduzione di piccoli animali insettivori (le coccinelle, ad esempio, sono molto utilizzate per la lotta biologica). E’ importantissima la rotazione degli ortaggi per non consentire lo sviluppo di parassiti specie-specifici. Lo stesso risultato può ottenersi anche coltivando varietà di ortaggi resistenti agli attacchi di parassiti e malattie, oppure affiancando alla coltura principale una pianta repellente (es., la senape). Si privilegiano le varietà autoctone, che hanno già il carattere di resistenza ai parassiti e non hanno necessità di aiuto esterno per crescere.
Erbe infestanti: andranno estirpate a mano e/o bruciate.
Razionalizzare le risorse: l’orticoltura biologica si propone anche di difendere la biodiversità e non sprecare le risorse. In questo modo, l’utilizzo dell’acqua e dell’energia viene calibrato sulla necessità e sul riciclo, ove possibile. Ad esempio, sfruttare l’acqua piovana raccolta in un bacino apposito, o innaffiare al mattino presto per non incorrere in sprechi dovuti ad evaporazione.
Su più ampia scala, le aziende di agricoltura biologica sono situate ovviamente in luoghi lontani da fonti di inquinamento e le loro pratiche sono regolamentate giuridicamente per potersi avvalere della certificazione Bio: la produzione biologica è disciplinata dal Regolamento CE n°834 del 28/6/2007.

Ad oggi, i prodotti delle coltivazioni bio sono principalmente a kilometro zero, cioè hanno una filiera cortissima dal produttore al consumatore, e sono ampiamente ricercati nei mercati locali dai consumatori più consapevoli e attenti alla salute e all’ambiente poiché percepiti come più sani e genuini rispetto ai prodotti delle coltivazioni tradizionali.
Un orto biologico nel giardino di casa, o addirittura sul terrazzo, unisce le due filosofie del rispetto della natura e del ritorno a pratiche virtuose per la promozione sinergica di un maggior benessere psico-fisico in un ambiente salubre.

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